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Sulla Materia Oscura e la Natura delle Particelle Elementari

Da: Gerhard Jan Smit e Jelle Ebel van der Schoot, 20 novembre, 2016.

Sintesi

In questo articolo si presenta una particella mediante la quale tutte le forze della natura sono spiegate in modo soddisfacente. Riguarda il cosidetto dimensional basic (db o ). Dopo lunghe riflessioni, Gerhard Jan Smit e Jelle Ebel van der Schoot sono del parere che il fondamento delle particelle osservate e delle forze sia stato trovato con l’aiuto di questa teoria.

La formula corrispondente è:
Nella formula Kr = curvature [m-1], x,y,z sono coordinate in spazio-tempo [m].

Implicazioni:
- Le proprietà della materia oscura possono essere descritte dall’introduzione del dimensional basic, questa introduzione fornisce nuove deduzioni in diversi campi della fisica;
- lo spostamento verso il rosso osservato e cosmico è uno spostamento verso il rosso gravitazionale;
- la radiazione cosmica di fondo si forma dalle interazioni reciproche delle 1-db-particelle;
- il neutrone - nonostante le conoscenze attuali - consiste di quattro quarks (2 quarks su, 2 quarks giù);
- È possibile determinare e simulare matematicamente le particelle complesse - razionalizzate dalla base;
- L’intreccio di particelle è causato da curvature. I cambiamenti sperimentati da una delle “partner-particelle” saranno sperimentati istantaneamente dall’altra “partner-particella”;
- I campi elettromagnetici intorno a fili sotto tensione sono causati dall’aspirazione di 1-db particelle. Avvolgendo un filo sotto tensione nella forma di una bobina i campi elettromagnetici sono cumulati, questo comporta i campi come sono osservati intorno di un filo sotto tensione.

PDF: Sulla Materia Oscura e la Natura delle Particelle Elementari

Introduzione

Pertanto non appare possibile indicare le proprietà di un oggetto microscopico con l’aiuto della logica quantica. Le proprietà di microscopiche particelle elementari note al momento lo rendono molto difficile. Le particelle elementari hanno delle proprietà che non possono essere definite, o solo in modo complesso. Il problema significato è che la forza di gravità al livello delle particelle elementari non concorda con il Modello Standard (Newton). In tal caso, la “Teoria del Tutto” è stata trovata; la teoria la quale può fondere le forze note della natura.

Ora per la prima volta, una particella sarà presentata in questo articolo mediante la quale tutte le forze della natura sono spiegate in modo soddisfacente. Riguarda il cosidetto dimensional basic (db o ). Dopo lunghe riflessioni, siamo del parere che il fondamento delle particelle e delle forze osservate sia stato trovato con l’aiuto di questa particella.

In questo articolo iniziamo con un profilo dei conflitti osservati all’interno della meccanica dei quanti. Dopo, la teoria sarà descritta, il dimensional basic seguito dalle conseguenze per il fotone, l’elettrone, i quarks, i protoni e i neutroni, le particelle più complesse e la natura di campi elettromagnetici. Concluderemo con una breve espressione di euforia (la Bellezza nell’ordine) e una giustificazione.

Citazione di Einstein: “L’immaginazione è più importante della conoscenza. Per la conoscenza è limitata a tutti noi oggi conosciamo e comprendiamo, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo intero, e tutto quello che ci sarà mai da conoscere e da comprendere.”

Profilo di conflitti osservati all’interno della meccanica dei quanti

Nel mondo macroscopico, i fatti (posizione, velocità e tempo) sono i fatti veri. Nel mondo microscopico, non si può spesso affermare che questi siano veri o falsi. Tutto questo sorge la domanda: in che modo comprendiamo il mondo alla scala atomica? Per esempio, Werner Heisenberg affermò: “Il mondo subatomico dimostra ripetutamente che viviamo in un mondo psichedelico che, al senso comune, è completamente assurdo.”

Secondo i modelli attuali, il mondo è costituito da particelle; questo comprende elettroni, protoni e neutroni. I protoni e i neutroni sono costituiti da particelle costituenti (quarks). Le particelle si muovono sotto l’influsso di forze. Le forze a breve distanza (delle interazioni forti e deboli) e le forze a lunga distanza (delle interazioni elettriche e gravitazionali) sono riconoscibili. Le forze elettriche, deboli e forti sono dominanti ai livelli atomici e subatomici. Si sono avuti progressi notevoli nella ricerca di una teoria unita di queste forze. La descrizione di tutte queste particelle e forze avviene all’interno della meccanica dei quanti. La meccanica dei quanti non è solo un’altra teoria fisica; è un quadro per tutte le teorie fisiche. La meccanica dei quanti descrive la natura delle particelle e le forze che interferiscono le une con le altre dalle particelle.

Fino ad oggi, nessun’altra teoria oltre alla meccanica dei quanti ha la capacità di raggiungere infine lo stato dell’applicabilità universale. Il mistero della meccanica dei quanti comincia se si guarda più in profondità il fondamento attualmente noto.

Allo scopo di analizzare i più piccoli costituenti della materia, si usano dei acceleratori di particelle. In questo metodo, le particelle elementari vengono accelerate artificialmente e entrate in collisione con altre particelle, creando delle particelle nuove. Attraverso l’osservazione delle loro traiettorie, se vengano deviate o no in un campo magnetico (solo delle particelle elettricamente cariche) e delle collisioni reciproche, le proprietà delle particelle possono essere studiate. Questo ci fornisce una buona immagine del mondo o la nostra immagine è una descrizione dei risultati di questi esperimenti multipli? Gli esperimenti forniscono una buona descrizione fondamentale dell’entità delle particelle? Una tale questione è una fonte di disagio tra fisici.

Gli scienziati vorrebbero un’interpretazione della meccanica dei quanti che corrisponde all’esperienza nel mondo macroscopico e che viene rappresentata dalla meccanica classica. Tuttavia, il mondo classico in parte non concorda con il mondo della meccanica dei quanti. Ecco allora interrogativi essenziali. L’universo può essere rappresentato dalla meccanica dei quanti? Si ritiene ragionevole l’aspettativa che gli atomi nell’universo obbedirebbero alle leggi della fisica. Attualmente, sembrerebbe che non sia il caso.

Innanzitutto, a livello macro, alcune osservazioni sono espresse di velocità deviate in galassie. Queste velocità non corrispondono alla materia direttamente osservata e possono spiegarsi soltanto con la presenza di massa sconosciuta chiamata la materia oscura. Vi sono forti indicazioni quanto alla presenza di materia oscura da dati di lenti gravitazionali. Questi dati suggeriscono la presenza di materia oscura in ammassi e intorno alle galassie. Sebbene non si sia verificata questa materia effettivamente e direttamente, le prove indirette sono travolgenti.

Però, molti scienziati hanno difficoltà accettare l’ipotesi della presenza di questa materia oscura non verificabile. Per questo motivo, nuove teorie vengono continuamente elaborate. Molte di queste teorie sono un risultato tipico di scienziati che rimangono a un punto morto perché non possono riconciliare queste osservazioni a livello macro con la mancanza di prove reali e dirette. I trucchi matematici sono confutati e delle affermazioni estremamente complesse servono a descrivere la realtà. Dopo un esame approfondito, ci si accorge che queste non rimuovono l’attrito.

Anche a livello micro, le questioni sono fondamentali. Per esempio, all’interno della meccanica dei quanti c’è il fenomeno inspiegato di intreccio. Due particelle che si formano simultaneamente – ma trovandosi a grande distanza l’una dall’altra – ciascuna di esse sembra avere delle proprietà che corrispondono l’una all’altra. Questo ci fa ricordare a una causa comune nel senso classico. Però, se la situazione cambia per una delle particelle (per es. la rotazione), poi la situazione cambierà simultaneamente per l’altra particella. Da lontano sembra che sia una trasmissione istantanea di informazioni. Allora questa correlazione tra le due particelle va apparentemente oltre quanto considerata possibile nella fisica classica. Il fatto che una particella non scelga uno stato specifico fino alla sua osservazione (la misurazione) spinse Einstein ad osservare: “Dio non gioca a dadi.” È chiaro che Einstein voleva dire che vi debba essere una ragione sottostante e comprensibile per la trasmissione presunta di informazioni. Ma fino ad oggi, non è ancora stata trovata una spiegazione soddisfacente per questo fenomeno.

Ci sono anche questioni nelle quali il livello micro ed il livello macro svolgono entrambi un ruolo. In primo luogo, c’è l’attrazione di un fotone da un campo gravitazionale. Un fotone è deviato nella sua traiettoria da una massa pesante nello spazio (Figura 1). Perché il fotone obbedisce alle idee di Einstein dello spazio-tempo curvato? Tradizionalmente, il fotone è considerato avendo massa nulla, la ragione per cui il meccanismo sottostante non è ancora stato compreso del tutto. Poi c’è lo spostamento verso il rosso gravitazionale che un fotone (nello spazio) subisce vicino ad un oggetto con un’enorme curvatura (il buco nero). Infatti, lo spostamento verso il rosso diventa estremo (infinito) all’orizzonte degli eventi di un buco nero. Sebbene entrambi questi fenomeni siano universalmente accettati e osservati, non c, é una piena comprensione. Perché il fotone subisce una tale deviazione e qual è il meccanismo dello spostamento verso il rosso gravitazionale?


Fig. 1 (Deviazione di un fotone vicino ad un oggetto con massa pesante).1

Queste ed altre questioni portano i fisici a rivalutare costantemente l’interpretazione della meccanica dei quanti. Il loro obiettivo comune è sempre arrivare a una riformulazione del quadro esistente.

In questo articolo proponiamo una teoria che infatti forma il fondamento per la comprensione delle forze nucleari non solo sulla scala micro ma anche sulla scala macro. Per i fenomeni osservati , offriamo una spiegazione non convenzionale. Ci saranno risposte agli interrogativi pesanti precedentemente formulati? Crediamo di sì.

In questo articolo, avanzeremo un certo numero di ipotesi che corrispondono al modello che proponiamo.

Il dimensional Basic

La base della teoria è : la particella la più elementare esistente è il dimensional basic. Questa particella ha solo una proprietà : una curvatura infinita al centro. La particella stessa non ha dimensioni (né lunghezza, né larghezza, né altezze). La particella si trova ovunque nell’universo. La particella si muove sempre attraverso lo spazio e il tempo. Dall’agglomerazione, o piuttosto l’interazione congiunta, le particelle formano dei fenomeni che superano ad un certo momento il limite di osservazione. Il db stesso esiste al di sotto del limite di osservazione e così non sarà mai possibile dimostrarlo. La 1db-particella [] è rappresentata in Figura 2. Qui, la curvatura è stata tracciata contro lo spazio-tempo.

La formula corrispondente è:
Nella formula Kr = curvature [m-1], x,y,z sono coordinate in spazio-tempo [m].

La curvatura dello spazio sulla posizione del 1-db è infinita, mentre il tempo si ferma sulla posizione del 1-db. Il 1-db si comporta come un buco nero senza dimensioni. La formula (0) descrive la misura relativamente ridotta di curvatura dello spazio-tempo intorno al 1-db. La curvatura dello spazio si ridurrà e il tempo sta trascorrendo più veloce man mano che la distanza al 1-db aumenterà.

La distanza tra gli 1-dbs varia dai movimenti gli uni rispetto agli altri. Le direzioni di movimenti sono influenzate reciprocamente secondo le leggi matematiche. Per l’osservatore esterno, le traiotterie di movimento sono otticamente influenzate dalle curvature dello spazio-tempo causate dai db’s stessi. Ciò significa che il tempo rallenta mentre lo spazio relativo intorno a un 1-db si riduce quando i db’s si avvicinano gli uni agli altri. Il tempo accelera e lo spazio relativo attorno ad un 1-db aumenterà quando i db’s si allontanano.

Il db si distingue dalle altre particelle nel senso che le altre particelle sono composte da multipli db mentre il db se stesso è una particella singolare. È Anche singolare rispetto alla singolarità. Ogni db è una singolarità su se stessa, le altre particelle diverse del db sono una combinazione di multipli singolarità.

Le forze osservate (deboli, forti, elettriche) hanno la stessa origine. Queste forze trovano la loro causa nel carattere di un db singolare. Le forze osservate sono in effetti una somma molto complessa dei movimenti circolari che si creeranno quando dei multipli db entrano in una interazione l’uno con l’altro.

PDF: About grafity in relation to curvature

La formula (0) fu correttamente applicata nel modello statico di simulazioni4 che usiamo per le illustrazioni e la deformazione del tempo è stata applicata nel modello dinamico che fu sviluppata ma esso non è possibile dimostrarlo in questo articolo. L’output del modello dinamico può essere visionato sul sito web www.dbuniverse.org.


Illustrazione 0: La deformazione dello spazio sotto l’influsso di un dimensional basic3.

0.1 Non curvo (piano) cubo dello spazio-tempo 0.2 0.2 Cubo dello spazio-tempo curvo dalla presenza di un dimensional basic al centro

PDF: Coding the dimensional basic

Nel presente articolo abbiamo ricorso a una semplificazione della formula (0):

Nella formula Kr = curvatura [m-1], x = spazio-tempo [m].


Fig. 2 (Rappresentazione schematica di un 1db [])3.

Se due 1-db-particelle entrano nella sfera di influenza diretta delle rispettive curvature, un’interazione forte si formerà tra le due. Questa situazione è comparabile a una combinazione stella-pianeta come il sole e la terra (Illustrazione 1.1). La differenza consiste nel fatto che le 1-db-particelle non hanno dimensioni , ma esse hanno una curvatura infinita al centro (Illustrazione 1.2). Questo indica che il tempo (per l’osservatore esterno) rallenta infinitamente quando le particelle si avvicinano l’una all’altra. Dunque, la combinazione dei 2db’s ha una durata enorme della vita. L‘interazione tra i due 1-db’s è rappresentata in Figura 3. L’analogia delle curvature attorno ai buchi neri è notevole.

Illustrazione 1.1. La terra nel campo di curvature del sole2 e Illustrazione 1.2. Rappresentazione di curvature della 2db-particella2.




Fig. 3 (Rappresentazione schematica di una 2db-particella)3.

La curvatura delle particelle combinate è trovata usando la formula (2). La curvatura al centro tra le particelle è trovata quando x=0.

Nella formula Kr = curvatura [m-1], λ = la distanza tra le due particelle/lunghezza d’onda [m].

La superficie ottenuta tra i due asintoti ha una superficie di . Questa è pari a 2 ln 2 (costante). La superficie totale (questa è la superficie nella quale i risultati sono stati integrati alla sinistra ed alla destra del grafico) ha il valore di .

Il fotone

L’ipotesi è quella che la 2-db-particella è un fotone. Una rappresentazione di curvature che l’osservatore può rilevare viene mostrata nell’Illustrazione 2. La lunghezza d’onda del fotone è pari alla distanza tra le due particelle. La rappresentazione schematica di un fotone è illustrata nella Figura 4.


Illustrazione 2: Impressione di curvature di una 2db-particella (il fotone)3.

2.1 Il fotone (in scala di grigi), 2.2 Il fotone (il blu è una curvatura forte e il rosso è una curvatura debole), 2.3 Il fotone (ciascun db ha il suo colore)


In un fotone nello spettro rosso (620 nm) la kr620nm (quando x=0) ha un valore di 6.45x106 m-1. Per un gamma-fotone (0.001 nm) la kr0,001nm (quando x=0) ha un valore di 4.0x1012 m-1. La superficie è pari al ciascun fotone:
.

PDF: About the energy of the photon in relation to curvatures

Questo indica che l’entalpia sarà uguale per tutti i fotoni. Però, l’entropia di un fotone aumenterà man mano che la sua lunghezza d’onda aumenta. Questo si chiarisce mediante una riduzione della curvatura ad una lunghezza d’onda più grande.


Figura 4. (Rappresentazione schematica del fotone)3.

È chiaro che una 2-db-particella in movimento – sotto l’influsso di un oggetto vicino di estrema curvatura – avrà una traiettoria deviata. È proprio questo che si osserva (cfr. Figura 1).

PDF: About the refraction of light

Allora vediamo un altro fenomeno. Se un fotone sulla sua traiettoria è influenzato da curvature causate da altre particelle, il fotone sarà portato fuori equilibrio, cioè l’ampliamento del raggio del suo movimento circolare all’interno. Sotto l’influsso di curvature estreme, il fotone subirà uno spostamento della lunghezza d’onda. Questo lo chiamiamo “l’invecchiamento del fotone.” Dato che entrambe le db-particelle provano una curvatura enorme l’una dall’altra dentro il fotone, è un processo estremamente lento per l’osservatore. Ma durante un viaggio attraverso lo spazio-tempo di molti anni luce (p.es. 10 miliardi di anni luce) l’osservatore può vedere l’effetto.

Lo spostamento verso il rosso ad un certo momento è dato dalla seguente formula (3):

𝜆𝑜𝑏𝑠𝑒𝑟𝑣𝑒𝑟 = 𝜆𝑠𝑡𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑑 + 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡 × 𝑆 (3).

Nella formula λobserver è la lunghezza del fotone [nm] nella posizione dell’osservatore, λstandard è la lunghezza d’onda del fotone [nm] sul suo luogo di nascità, la Costante è una costante di spazio dovuta alle curvature fluttuanti che il fotone incontrera attraversando lo spazio-tempo, S è la distanza di viaggio distanza del fotone in spazio-tempo tra il luogo di nascità e la posizione dell’osservatore [m].

Dato che il fotone farà un lungo viaggio attraverso vari campi di curvature, la connessione non è così lineare come viene suggerita qui.
La Figura 5 mostra dei fotoni avendo delle traiettorie attraverso differenti campi di curvature. Notare che il fotone 1 su t10 ha una posizione differente nello spazio-tempo rispetto al fotone 2 su t10. Per l’osservatore esterno, il fotone 1 sembra muoversi più velocemente.


Fig. 5 (Il fotone in una traiettoria attraverso differenti campi di curvature)3.

PDF: About the nature of curvatures and their influence on space time

Sotto l’influsso di curvature estreme nello spazio, “l’invecchiamento” di un fotone può accelerare notevolmente. Questo è osservabile vicino ai buchi neri (cfr. Illustrazione 3). Più una traiettoria di un fotone si avvicina a un buco nero, più forte invecchierà il fotone. Infatti, vicino ad un orizzonte degli eventi (la scala di Schwartzschild) di un buco nero, l’invecchiamento (lo spostamento verso il rosso gravitazionale) è infinito.

Illustrazione 3: Curvature di un fotone sotto l’influsso di una grande curvatura esterna3.

PDF: About Hawking radiation

Finora, lo spostamento verso il rosso cosmico osservato nell’universo è stato spiegato soprattutto mediante l’espansione ipotetica dell’universo. Lo spostamento verso il rosso è spiegato nel modo dell’ effetto Doppler. Siamo del parere che lo spostamento verso il rosso cosmico sia il risultato dell’invecchiamento del fotone. Questo effetto si produce quando i fotoni hanno percorso delle distanze estreme (p.es. 10 miliardi di anni luce) nello spazio-tempo. Come già accennato, l’invecchiamento dei fotoni è causato dalla prossimità di curvature che il fotone incontra in viaggio. Come già dichiarato, queste curvature si trovano ovunque nell’universo sotto forma di db’s. Lo spostamento verso il rosso osservato è in effetti uno spostamento verso il rosso gravitazionale. Una conclusione diretta che si può trarre da questo è che l’espansione dell’universo non esiste. Le osservazioni di una espansione apparentemente accelerate dell’universo si spiegano con 'l’invecchiamento del fotone' e quindi abbiamo dubbi sull’ipotesi dell’energia oscura essonde responsabile dell’espansione dell’universo in un ritmo accelerato.

È importante notare che i quantitativi notevoli dei db’s sono responsabili per la presenza osservata dell’energia oscura e la materia oscura. I db’s sono in effetti la ricerca della materia oscura. In questo modo possiamo spiegare le velocità deviate di galassie senza che nessuno abbia bisogno di trucchi matematici. Possiamo spiegare i movimenti nello spazio in modo newtoniano.

PDF: What about dark energy and dark matter?

La costante cosmologica suggerita da Einstein nella Teoria della Relatività è in effetti una descrizione riassunta della presenza di dimensional basics. Più tardi Einstein respinse il suo suggerimento in base alla “Leggi di Hubble”. Siamo del parere che il suo suggerimento sia effettivamente corretto.

Il dimensional basic svolge un ruolo essenziale nella spiegazione di fluttuazioni nello spettro della radiazione cosmica di fondo. La materia responsabile non è mai stata osservata. Riteniamo che alcuni tipi del fondo cosmico si formino dall’interazione reciproca delle 1db-particelle. Questa talvolta provoca dei fotoni di lunghezze d’onda completamente diverse che insieme causano l’effetto della radiazione cosmica di fondo.

Elettroni

Le osservazioni hanno dimostrato che un positrone ed un elettrone sono annientati, il che causa il rilascio di due fotoni gamma. Questo fenomeno è illustrato nel Diagramma di Feynman di seguito (Figura 6).


Fig. 6 (Diagramma di Feynman dell’annichilazione di un positrone ed un elettrone)3.

Il Diagramma di Feynman può anche essere letto in modo inverso. Due fotoni gamma insieme formano un positrone ed un elettrone. Ciascuno dei fotoni è costuito di due db-particelle con solo una rotazione attorno all’asse Y (cfr. Figura 4). L’elettrone è una 2db-particella con una rotazione extra (verso il fotone) attorno all’asse X (in senso orario). Il positrone è anche una 2db-particella con una rotazione extra attorno all’asse X, ma in senso antiorario. Questa situazione è illustrata nella Figura 7. È facile immaginare il fotone come un piatto. Si può immaginare l’elettrone (o il positrone) come una sfera.

Nel confronto tra un elettrone e un positrone, non c’è una vera annichilazione. Però, un “estinguendo” di entrambe le rotazioni avviene nel quale le 2db-particelle iniziano a comportarsi come dei fotoni gamma. Si riferisce sempre alle stesse 2db-particelle.


Fig. 7. (Rappresentazione schematica di un elettrone ed un positrone)3.

Quarks, protoni e neutroni

In letteratura i quarks vengono definiti come delle particelle costituenti. I quarks possono manifestarsi in vari modi. In un protone o in un neutrone si possono vedere dei quarks multipli che sono orientati su o giù. È noto che un protone consiste di tre quarks dei quali due su (2 Qu) e uno giù (1 Qd).

A nostro parere, un quark è un interazione tra tre 1-db’s. Una rappresentazione di curvature vista dall’osservatore viene mostrata nell’ Illustrazione 4.


Illustrazione 4: Impressione di curvature di un quark33.

4.1 Il quark (in scala di grigi), 4.2 Il quark (il blu è una curvatura forte ed il rosso è una curvatura debole), 4.3 Il quark (ciascun db ha il suo colore).


Un neutrone è instabile e si dissocia rapidamente in un elettrone, un protone, e un elettrone-antineutrino.



In base alla nostra teoria, possiamo dedurre da questa comparazione che un neutrone perde un quark durante la sua dissociazione in un protone. Il quark ritirandosi (consistente in tre db’s) è molto instabile e si dissocierà immediatamente in un elettrone (2-db) e un antineutrino (1-db). L’antineutrino è in effetti una 1-db-particella che lascia il sistema di tre (3-db/quark) e mostra in tempi brevissimi una curvatura extra nei suoi immediati dintorni. Si osserva questo effetto come l’antineutrino. L’elettrone si rivela osservabile mentre anche il protone si forma.

Ci porta a concludere che un neutrone consiste di quattro quarks. Di questi, 2 quarks su e 2 quarks giù. Spieghiamo inoltre questo fenomeno con il fatto che il neutrone differente dal protone non mostri un campo positivamente orientato. La dissociazione in un protone si produce durante l’espulsione di un quark giù. Questo argomento sarà spiegato brevemente.

PDF: About the apparent mass of the neutron and the proton

Quindi, secondo la nostra teoria, un neutrone consiste di due quarks su e due quarks giù (Qu, Qd, Qu, Qd). Una rappresentazione delle curvature dentro un neutrone viene mostrata nell’Illustrazione 6. Un protone consiste di due quarks su e un quark giù (Qu, Qu, Qd). Una rappresentazione delle curvature dentro un protone viene mostrata nell’Illustrazione 5.


Illustrazione 5: Impressione di curvature di un protone3.



Concludendo: durante la dissociazione in un protone, questo accadrà:



Figura 8: (Dissociazione in un protone, elettrone e 1db)3.


In principio, il protone è molto stabile. Secondo la nostra teoria, si può affermare che durante la dissociazione di un protone, la seguente situazione avverrà:



Figura 9: (Dissociazione in un positrone, 2 fotoni gamma e 3x1db)3.

Durante una dissociazione, il protone risulterà in un positrone, 2 fotoni gamma e tre 1db-particelle. In tempi brevissimi, queste 1db-particelle mostreranno una curvatura extra negli immediati dintorni. Queste sono percepite come antineutrini.

La dissociazione descritta è effettivamente osservata da fisici. Questa esposizione fornisce prove alla nostra teoria nel quadro delle osservazioni attuali.


Illustrazione 6: Impressione di curvature di un neutrone3.

Le particelle più complesse

Nelle particelle più complesse, le interazioni reciproche diventeranno sempre più complesse. Siamo del parere che queste particelle – razionalizzate dalla base – possano essere calcolate e simulate matematicamente. Dentro queste simulazioni ci aspettiamo anche che si spieghino gli intrecci suddetti di particelle. A nostro parere, l’intreccio è possibile perché le particelle (se esse siano costituenti o no) possono essere sotto l’influenza di curvature reciproche. Questo fenomeno può avvenire a distanze molto grandi. Una tale situazione – causata dalla curvatura relativamente debole – sarà instabile e subirà una dissociazione rapida. Siccome l’intreccio è causato da curvature, i cambiamenti subiti da una delle “partner-particelle” saranno sperimentati istantaneamente dall’altra “partner-particella.” Quindi, c’è una causa sottostante e comprensibile per la trasmissione osservata (nessun gioco a dadi).

PDF: Short memorandum about quantumfieldtheory

Illustrazione 7: Impressione di curvature del nucleo di un deuterio3.


L’illustrazione 7 mostra le curvature del nucleo di un deuterio. A sinistra il protone, al centro/a destra il neutrone. Appare straordinario che il quark in mezzo sia più piccolo dei quarks circostanti, questo è l’effetto di una curvatura di spazio allargata localmente. Nei rispettivi movimenti complessi il protone e il neutrone tendono alla configurazione come mostrata nell’illustrazione 7. In modo newtoniano si avvicineranno come mostrato e poi si rimuoveranno. Quello che sembra istantaneo e lineare nel tempo e nello spazio per il protone e il neutrone apparirà essere un processo lento per un osservatore esterno. Quando la distanza tra il protone e il neutrone si riduce, il tempo rallenta. Il tempo sta accelerando man mano che la distanza tra il protone e il neutrone diventa più grande. Al più vicino punto c’è un’ “ancora” essendo la causa della longevità del nucleo di un deuterio. Il tempo dimezzamento del deuterio è sconosciuto. Il nucleo di un deuterio è relativamente stabile. L’arco di tempo nel processo descritto viene rappresentato nell’illustrazione 8. Nell’illustrazione 8 il protone si tiene statico. In teoria, l’osservatore si trova sul protone.


Illustrazione 8: Traiettoria di un neutrone verso un protone3.

PDF: Positron Emission Tomography seen in a new light

I campi elettromagnetici

I campi elettromagnetici intorno a un filo sotto tensione si comportano da fluidi dentro una pompa centrifuga. La pompa centrifuga fu sviluppata alla fine del 17o secolo da Denis Papin. Se la ventola di una pompa centrifuga comincia a ruotare il fluido dentro la ventola otterrà una velocità tangenziale (= la velocità in direzione della periferia). La forza centrifuga che si manifesta con la presente fa spingere il fluido verso la periferia esterna della ventola. Qui l’energia meccanica (la rotazione della ventola) è convertita in energia potenziale e cinetica. Per analogia, gli elettroni (che hanno tutti una stessa rotazione) verranno scagliati verso la periferia esterna del filo. All’esterno del filo le curvature causate dagli elettroni saranno grandi. Da queste curvature le 1-db particelle verranno aspirate. Ciò causa un mulinello di 1-db particelle che ruoterà intorno al filo sotto tensione. Ciò causa i campi elettromagnetici con la loro forza attrattiva. Questo processo viene rappresentato nell’illustrazione 9. Avvolgendo un filo sotto tensione nella forma di una bobina le forze elettromagnetiche sono cumulate, risultando nei campi osservati intorno a un filo sotto tensione. Questo processo viene rappresentato nell’illustrazione 10. Se si inviano dei positroni attraverso un filo i campi mostreranno una direzione contraria rispetto ai campi causati da elettroni.


Illustrazione 9: Campi elettromagnetici intorno a un filo sotto tensione3.



Illustrazione 10: Campi elettromagnetici dentro ed intorno a una bobina sotto tensione3.


PDF: About field lines in a magnetic field

La bellezza nell’ordine

Per noi, questo modello costituisce un buon candidato per un nuovo fondamento per rappresentare le particelle osservate e le forze. Le forze a breve distanza (forti e deboli) e le forze a lunga distanza (elettriche e gravitazionali) possono essere spiegate dalle curvature descritte.

Siamo sorpresi dalla semplicità e la bellezza di tutto questo. Le prime parole “sia la luce” (Genesi) sono notevoli. Il fotone è la prima reazione superando il nostro livello di osservazione. Del resto, tutti i fenomeni possono essere derivati secondo un concetto relativamente semplice. Il mondo può essere descritto con Newton e Einstein. Riflettendo da questa base, si arriva a spiegazioni per una moltitudine di fenomeni. Tutte le interazioni osservate possono essere spiegate usando questo modello semplice. In effetti, i grandi fisici si aspettavano sempre questo. Un modello semplice che può spiegare le forze della natura. A nostro parere, questa teoria realizza tutte le aspettative.

Questa scoperta nel campo di fisica di particelle elementari dimostra che l’ordine è la base della creazione. Siamo del parere che noi osserviamo le basi della struttura, però la vita rimane mistero.

Riconoscimento

Il dimensional basic fu concepito da Gerhard Jan Smit negli anni 1986 al 1993. Ha condiviso la teoria del dimensional basic, il carattere della materia oscura, la radiazione elettromagnetica, gli elettroni, i quarks, il fenomeno di curvature di particelle complesse, la velocità relativamente variabile della luce attraverso i vari campi di curvature, l’ “invecchiamento” di un fotone, l’improbabilità dell’espansione ipotetica dell’universo, la responsabilità del dimensional basic per il movimento di galassie e la sua responsabilità per il fondo cosmico il 7 ottobre 2016 con Jelle Ebel van der Schoot. Le deduzioni ulteriori della teoria applicata a fotoni, elettroni, positroni, buchi neri, la costante cosmologica e il nucleo di un deuterio sono state sviluppate congiuntamente. Jelle Ebel van der Schoot ha enunciato la teoria del protone e il neutrone e la loro dissociazione. In dicembre 2016 Gerhard Jan Smit ha calcolato e descritto le proprietà del nucleo di un deuterio mentre il 7 gennaio 2017 Jelle Ebel van der Schoot ha trovato e descritto una spiegazione per i campi elettromagnetici, partendo dalla teoria presente. Tutto questo si è tradotto nell’articolo presente.

1Fig. 1 è tratta da: “Presentation Black Holes”, John Heise, Università Utrecht. 22Illustrazione 1.1 è tratta da Building Blocks of the Universe, Len Zoetemeijer. Illustrazione 1.2 è derivata dall’Illustrazione 1.1 3Le altre figure ed illustrazioni sono state realizzate da noi. Le impressioni delle curvature di un cubo di spazio, fotoni, elettroni, quarks, protoni, neutroni e il nucleo di un deuterio sono state effettuate usando il programma grafico Einstein4. L’uscita del modello dinamico Newton5 – con la quale si può vedere una rappresentazione dall’interazione delle db-particelle muovendosi in spazio-tempo – è presentata alla fine di questa pagina. Questi programmi sono stati sviluppati da Gerhard Jan Smit nel corso del 1996.

Una parte importante dei contenuti della sezione “Profilo di conflitti osservati all’interno della meccanica di quanti” si basa su “Review of Roland Omnés, The Interpretation of Quantum Mechanics”, William Faris, novembre 1996. Le conoscenze sull’universo sono state tratte dai libri “Het punt Omega”, John Gribbin, 1988 e “Galaxies in the Universe”, L.S. Sparke e J.S Gallagher III, 2007. Le informazioni su protoni, neutroni, quarks, e la dissociazione di particelle sono delle informazioni generali consultabili su Wikipedia. Vogliamo esprimere la nostra gratitudine a Democritus, Newton, Einstein, e per il resto, a Dio, che non gioca a dadi.

Autori: Gerhard Jan Smit, Jelle Ebel van der Schoot, 20 novembre 2016, Nimega, Paesi Bassi.
Traduzione: Elisabeth Maria Corsten, Nimega, Paesi Bassi.

© 2016, registrato legalmente 21 november 2016

Versione 1.2 (aggiustamento 29/11/2016, concernante la superficie di un fotone)
Versione 1.3 (aggiustamento 30/11/2016, concernante la superficie di un fotone)
Versione 1.4 (aggiustamento 30/11/2016, introduzione della formula (0))
Versione 1.5 (aggiustamento testuale 5/12/2016 nella prima frase del paragrafo “Il dimensional Basic”)
Versione 1.6 (aggiustamento 3/1/2017, aggiustamenti diversi: maggiori spiegazioni nel paragrafo “Dimensional Basic”, osservazione concernante la costante cosmologica suggerita da Einstein, Fig 7.1 e 7.2 sono stati sostituiti dalla nuova figura 7, la descrizione del nucleo di un deuterio nel paragrafo “Le particelle più complesse”, estensione del paragrafo “Riconoscimento”)
Versione 1.7 (aggiustamento 7/1/2017, introduzione del paragrafo “I campi elettromagnetici”, aggiustamento della rotazione dell’elettrone e del positrone in figura 7. e un altro aggiustamento nel paragrafo “Riconoscimento”)
Versione 1.8 (aggiustamento 11/10/2017, aggiustamento testuale: il dimensional basic è la materia oscura, aggiustamento nel Paragrafo ‘Profilo di conflitti osservati all’interno della meccanica dei quanti’, un’ulteriore estensione del paragrafo ‘dimensional basic’, alcuni aggiustamenti utilizzando i termini ‘l’energia oscura’ e ‘la materia oscura’, la formula (3) estratta dal testo, aggiustamento nel ruolo dell’energia oscura sull’espansione dell’universo e una descrizione più precisa del fondo cosmico, aggiustamento nel paragrafo ‘Riconoscimento’.)

PDF: Sulla Materia Oscura e la Natura delle Particelle Elementari

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